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L'abbigliamento
di un atleta può influenzare positivamente o negativamente una gara e/o un
allenamento.
Per questo occorre prestare la massima cura nella scelta dell'equipaggiamento.
Spesso, vedo gente correre con il Kway anche in primavera, quando ormai la
temperatura supera i 20 gradi. Se dici loro che le scarse prestazioni dipendono
principalmente dal vestiario inadeguato, ti guardano male e continuano
imperterriti a correre a 7 minuti al chilometro, lamentandosi appunto che non
riescono a migliorare nonostante il duro allenamento. Il nostro corpo è
meraviglioso perché si adatta a tutte le situazioni di stress. Ma il calore
eccessivo logora il fisico e certe volte anche in modo irreparabile.
Questa gente, forse, è convinta che più suda più dimagrisce. Invece, non si
perde neanche un grammo di grasso, poiché, come tutti sanno, il sudore non è
grasso sciolto, ma è composto dal 99,99999% d'acqua: il resto sono sali
minerali, tossine, ecc. Perdere acqua non significa dimagrire: infatti, alla
prima bevuta recuperate tutto il peso perso. Inoltre, bisogna considerare che
una sudorazione eccessiva può portare alla disidratazione e/o può arrivare il
colpo di calore. In entrambi i casi si rischia la vita e si finisce in ospedale.
Quindi, se non siete podisti esperti che vi state allenando per qualche gara nel
deserto e non siete seguiti da un'equipe di medici non provocate MAI
il surriscaldamento del corpo.
Il Kway integrale di solito NON lo adopero neanche in inverno con
temperature basse, poiché non fa traspirare il sudore e non disperde il calore.
Invece, è molto utile quello senza maniche e con la retina dietro, poiché ripara
dal vento frontale, fa traspirare il sudore e disperde il calore eccessivo
provocato dall'esercizio.
In inverno la tenuta classica per l'allenamento è costituita da calzamaglia
lunga in lycra o altro materiale sintetico, maglietta di cotone e sopra una
felpa, guanti di lana e fascia per la testa. Se si corre in strada di notte,
sarebbe utile anche un gilè con i catadiottri, per essere visti dagli
automobilisti. Se il freddo è intenso potete mettere anche un asciugamano
attorno al collo come i pugilatori (alla Rocky per intenderci), in questo modo
eviterete il mal di gola, e infilare sopra la calzamaglia un paio di calzoncini.
Naturalmente più vi coprite più peserete e i movimenti saranno goffi e faticosi.
Ricordatevi inoltre che dopo la fase di riscaldamento potreste pentirvi di
esservi coperti troppo. Anche nella stagione fredda un caldo eccessivo è dannoso
per il corpo e soprattutto per la prestazione. Meglio patire un po' il freddo
all'inizio che il caldo poi. Eventualmente eseguite gli esercizi di stretching
al coperto. Prevedete anche una decina di piegamenti sulle gambe: vi
riscalderete prima. Ricordatevi sempre che il nostro corpo per correre produce
molto calore e tramite la sudorazione lo disperde, se non favorite questo
processo rischiate di surriscaldarvi e otterrete una prestazione misera.
In alcuni casi, per combattere il gelo, ho sperimentato il grasso di foca (che mi hanno regalato, ma per ovvie ragioni ecologiche è meglio un grasso vegetale), da spalmare sulle mani e sul viso e su tutte le
parti soggette ad un maggiore congelamento.
I principianti dovrebbero coprirsi di meno rispetto ai podisti esperti. I primi,
essendo poco allenati, dopo duecento metri vanno in ebollizione. I secondi
dovranno percorrere dai 4 ai 6 chilometri per riscaldarsi in modo adeguato.
In primavera, o già alle prime giornate calde, iniziate a scoprirvi: una
maglietta di cotone e ciclisti sono più che sufficienti. OKKIO, però,
l'alternarsi di giornate calde e fredde può mettere a repentaglio la vostra
salute. Infatti, diventa più difficile indovinare il vestiario giusto. Se
beccate una giornata molto fredda e non siete adeguatamente coperti rischiate,
ad esempio, d'infiammare il nervo sciatico.
In estate, è quasi inutile dirlo: canottiera traforata e pantaloncini sono più
che sufficienti. Se prevedete un percorso lungo sotto il Sole non esitate a
mettere occhiali scuri e berretto. Vi sconsiglio di correre a torso nudo: sul
tragitto potreste incontrare dei tratti di aria fredda che potrebbero farvi
venire mal di pancia e nei casi più gravi la polmonite. Ad esempio, a Livigno
(metri 1815 s.l.m.) la scorsa estate sono andato a correre alle 13:00 era un
caldo infernale, ma salendo per il sentiero in mezzo al bosco, l'aria diventava
sempre più fresca; sembrava quasi che qualcuno avesse acceso il climatizzatore.
Comunque, anch'io, se è caldissimo corro solo con i pantaloncini (almeno quelli
bisogna metterli). Se vi allenate tra le 11:00 e le 14:00 e il Sole picchia
forte, mettetevi una maglietta di cotone per ripararvi dai raggi. In questo caso
non patirete il caldo in quanto il sudore impregnerà la maglietta e il
venticello vi terrà freschi. N.B. se non tira un filo di vento, meglio non
allenarsi durante le ore di punta.
In autunno le cose si complicano, perché generalmente siamo meno sensibili alle
basse temperature, rischiamo di non renderci conto se è il caso o meno di
coprirci. Ecco alcuni indizi per capire se corriamo troppo "leggeri": dolorini
per tutta la schiena o infiammazioni al nervo sciatico o raffreddore o mal di
gola. In quest'ultimo caso è bene mettere un foulard, un fazzoletto o meglio un
asciugamano come accennato innanzi.
Un discorso a parte per le gare:
Estate/inverno, caldo/freddo, i campioni vestono pantaloncini e canottiera,
mentre i principianti saranno vestiti poco meno che in allenamento. Correre a 3
minuti al chilometro genera più calore che correre ai 4 o peggio. In caso di
freddo estremo ci si può infilare una maglietta di cotone sotto la canottiera.
Invece, quando è molto caldo si può usare una canottiera traforata.
In inverno, fascia alla testa e guanti per tutti.
Durante la fase di riscaldamento o di defaticamento, si può mantenere la tuta.
Felpe, magliette, canottiere, ecc. dovranno essere infilate nei pantaloni, in
questo modo non si ostacola il movimento delle braccia.
Gli accessori:
Maglietta di cotone: assorbe bene il sudore e può essere indossata sia d'estate
che d'inverno sotto la felpa. Preferite le bianche a quelle colorate: col sudore
il colore può sciogliersi ed essere assorbito dalla pelle.
Le calze: non c'è dubbio, devono essere di cotone e adatte per il podismo.
Evitare i calzettoni di lana o le calze lunghe: sviluppano troppo calore, anche
se fa molto freddo. Possibilmente non correte senza calze: oltre a rovinarvi i
piedi con le vesciche, rovinerete le scarpe impregnandole di sudore.
I guanti: devono essere di lana, eventualmente foderati di cotone. I guanti da
ciclisti (quelli con le dita mozzate per intenderci) vengono buoni tutto l'anno,
poiché proteggono egregiamente le mani in caso di caduta. Io li indosso sempre
durante gli allenamenti lenti, cioè quando il rischio di inciampare è maggiore.
La fascia di lana: protegge la fronte e le orecchie dal freddo, il passamontagna
non è molto adatto poiché produce troppo calore e può dare fastidio. Inoltre, i
pelucchi di lana s'infilano nel naso e nella bocca.
Il berretto: non lasciate che il Sole vi arroventi la testa. In caso di caldo
estremo potete immergere il berretto in acqua fredda prima d'indossarlo.
Gli occhiali: non solo per riparare gli occhi dai raggi solari, ma per evitare
che gli insetti vi accechino.
La tuta: oggi, sempre più di moda costituisce un abbigliamento comodo, sia per
casa che per svago e lavoro. Quando andate alle gare o ad allenarvi allo stadio,
infilate la tuta per mantenere i muscoli al caldo. Potete eventualmente anche
farci qualche chilometro di riscaldamento, ma non correteci un allenamento
intero, tanto meno una gara. Prima di comprarla verificate che la parte finale
dei pantaloni abbia i bottoni o la cerniera per far passare le scarpe.
Risparmierete del tempo prezioso, quando ve la sfilate prima di una gara.
Per le scarpe leggete l'articolo interamente dedicato
www.tuttopodismo.it/scarpe.htm.
All'orologio e cardiofrequenziometro
è dedicato un articolo a parte.
Creme varie: grasso vegetale per mantenere calde le mani e le parti intime; non
usatela nei piedi perché anche d'inverno potrebbe produrre molto calore. Olio a
base di canfora, prima di una gara aiuta a scaldare e sciogliere i muscoli delle
gambe. Pomate a base di artiglio del diavolo e/o arnica sono eccellenti in tutte
le traumatologie: distorsioni, infiammazioni delle articolazioni, dolori alle
caviglie e alle ginocchia. Nivea, Glisolid o simili (creme idratanti per le
mani) sono utili da spalmare sui capezzoli, sotto le ascelle e tra le cosce per
evitare lo sfregamento della pelle, soprattutto durante le gare di lunga durata.
In particolare la vaselina è eccellente per la
lubrificazione ed evitare lo sfregamento della pelle, inoltre, la sua durata
e la resistenza al sudore e all'acqua lo rende affidabile anche per le gare
più lunghe dai 5 ai 100 km. Evitare di utilizzare queste creme per i piedi durante l'allenamento o la gara
perché si possono manifestare fenomeni di surriscaldamento eccessivo. I piedi,
se proprio non potete farne a meno, massaggiateli con un olio a base di canfora
o altro elemento rinfrescante, molte ore prima dell'allenamento o della gara:
l'olio ammorbidisce la pelle del piede evitando così la formazione di vesciche.
Il lavaggio degli indumenti di solito va fatto in acqua fredda per evitare il
logorio precoce. Quando è caldo di solito lavo i capi dopo ogni allenamento. Al
contrario nella stagione fredda la felpa, la calzamaglia, ecc. li uso due o tre
volte, prima del lavaggio. N.B. i panni "sporchi" tengono più caldo di quelli
puliti. Quelli troppo sporchi ti arrossano la pelle.
Carlo Romagnano
Per consigli tecnici, personalizzati
e più dettagliati chiedete pure all'esporto:
Marco Dadi (servizio gratuito). Chiedete pure l'impossibile, saprà darvi
sempre la risposta più adatta.
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