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Riccione, 27 agosto 2008 "Da Olimpia a Pechino - Olimpiadi e Politica" Edizione FORUM EDITRICE I Giochi Olimpici di Pechino si sono conclusi da poco. Che spettacolo. Organizzazione impeccabile, struttura di buona qualità tecnica e architetture superbe. Ma mi chiedo, come sicuramente molti di voi, anche le precedenti edizioni delle olimpiadi erano organizzate alla stessa maniera? E quali sono stati gli avvenimenti paralleli ai giochi? I pettegolezzi/scandali sugli atleti e sull’organizzazione? Ecco un libro che appagherà le vostre curiosità. Giampaolo Carbonetto parte con una veloce carrellata sulle olimpiadi antiche riportando i fatti di cronaca e curiosità molto divertenti. Alcuni episodi fanno capire che i tempi cambiano, i record migliorano, ma in fondo gli atleti nei millenni non cambieranno mai: stessa voglia di vincere, stessi fuoriclasse e tanti atleti con problematiche varie che ce la mettono tutta per vincere l’oro olimpico. Anche il doping è una piaga antica che ha danneggiato e continua a danneggiare la salute di molti atleti. Ci sono anche tutti i risultati delle olimpiadi moderne tanto è vero che quando Phelps ha detto che voleva superare i records di Mark Spitz mi sono fiondato sul libro per verificare in quale specialità ha primeggiato e quali sono stati i records stabiliti.
Altra domanda: ma chi decide il Paese per lo svolgimento dei giochi olimpici? Questa la so! E’ il CIO (Comitato Olimpico Internazionale). E’ la creatura del Barone Pierre de Coubertin, quello famoso per la mitica frase “L’importante è partecipare”; infatti molti pensano, incluso me, sia diventato celebre solo per questa frase. Ma vi assicuro che dopo aver letto il libro “Olimpiadi e Politica” mi sono decisamente schiarito le idee sul Movimento Olimpico e ho rivalutato il Barone. Già nel 1894 aveva le idee molte chiare sugli obbiettivi da raggiungere e sopratutto la via da seguire per far rinascere le antiche Olimpiadi Greche. Una via fatta di scelte politiche e compromessi e in alcuni casi, perché no, opportunistiche. Ideali di pace e fratellanza tra i popoli mescolate a scelte politiche a volte anche in netto contrasto. Vedi i Giochi di Pechino: problemi con evidenti violazioni dei
diritti umani, invasione del Tibet, pena di morte, troppa censura, inquinamento, ecc., ma è impensabile che 16 giorni di giochi possano risolvere problemi così importanti e radicati. Sicuramente un seme di speranza è stato piantato, ora
bisogna attendere che germogli. Comunque, nessun Paese può criticare la Cina, tanto meno l’Italia dove, forse, ci sono “troppi” diritti (furbi, ladri e assassini, tra amnistie, indulti, buona condotta, Giustizia lenta e inefficace se la
spassano in libertà continuando tranquillamente a delinquere).
Per comprendere meglio l'evento più seguito del Mondo (oltre 3 miliardi di spettatori) e vedere con occhi diversi il CIO che decide e controlla su tutti gli aspetti dei Giochi, allo scopo di farli crescere sempre più, vi consiglio di leggere prima "Olimpiadi e Politica" e poi "Da Olimpia a Pechino". Carlo Romagnano
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