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Le Lesioni Cartilaginee Femoro-Tibiali Ginocchio Il ginocchio è un’articolazione complessa che sopporta carichi elevati durante la vita quotidiana e soprattutto durante l’attività sportiva. Il ginocchio è costituito da due articolazioni principali: la femoro-tibiale e la femoro-rotulea. Entrambe queste articolazioni, come tutte le articolazioni del corpo, sono rivestite da cartilagine, uno strato di tessuto liscio e consistente che permette lo scorrimento delle superfici articolari una sull’altra. L’articolazione femoro-tibiale, quando soggetta al peso corporeo, sopporta carichi compressivi, ma durante il movimento di flesso-estensione del ginocchio è sottoposta a forze di taglio; l’articolazione femoro-rotulea invece è chiamata in causa nei movimenti di flessione del ginocchio, in cui la rotula scivola sulla superficie anteriore (troclea) del femore: questa articolazione è pertanto soggetta a forze prevalentemente tangenziali.
L’articolazione femoro-rotulea ha delle dinamiche particolari per cui la sua patologia verrà trattata separatamente. La cartilagine delle articolazioni femoro-tibiali può subire lesioni di varia origine e di vario tipo. In ogni caso, quando la cartilagine viene alterata, le superfici di scorrimento della tibia sul femore divengono irregolari, e pertanto si creano attriti che sono causa di ulteriore danneggiamento cartilagineo. Perciò le lesioni cartilaginee sono solitamente progressive e possono evolvere fino all’artrosi franca. Le lesioni cartilaginee del ginocchio si possono dividere inizialmente in focali e diffuse: · Le lesioni focali sono lesioni che interessano solo una porzione della cartilagine, mentre tutto il resto è sano. Queste lesioni possono essere l’effetto di una malattia giovanile chiamata osteocondrite dissecante, oppure avere origine traumatica, o più raramente degenerativa. Queste lesioni possono inoltre avere vario grado di profondità, interessando solo parte dello spessore della cartilagine, oppure tutto lo spessore, o in alcuni casi anche l’osso sottostante.
· Le lesioni diffuse interessano tutta la cartilagine, potendo essere di grado lieve (condropatia) o via via più grave fino all’artrosi. Le lesioni degenerative hanno più frequentemente natura degenerativa, e possono essere favorite da vari fattori: o Età o Familiarità o Sesso femminile o Sovraccarico funzionale (attività lavorativa o sportiva) o Precedenti fratture articolari, lesioni meniscali o legamentose o Difetti meccanici del ginocchio (ginocchio varo o valgo) o Malattie reumatiche o metaboliche (artrite reumatoide, gotta, ecc…)
Le lesioni cartilaginee si manifestano solitamente con dolore durante l’attività fisica, che recede con il riposo; difficoltà alla partenza (al mattino occorre scaldarsi per riuscire a fare i primi passi); versamento articolare. La diagnosi si basa sulle semplici radiografie eseguite sotto carico, per valutare la morfologia ossea, i difetti assiali e l’eventuale artrosi. La risonanza magnetica serve ad individuare difetti cartilaginei lievi, oppure lesioni focali, o lesioni delle parti molli (menischi o legamenti). La TAC è specifica per l’osso e serve raramente per la valutazione delle lesioni della cartilagine. La terapia di queste lesioni è quanto mai complessa, in relazione alla varietà dei tipi di lesione e alle loro cause, e pertanto richiede una valutazione specialistica. Esistono terapie fisiche, mediche e chirurgiche. Sono allo studio approcci di tipo rigenerativo mirate a ricostituire la cartilagine, ma al momento attuale questo è possibile solo per le lesioni cartilaginee focali in età giovanile. La medicina rigenerativa si sta evolvendo alla ricerca di soluzioni adeguate anche alle età più avanzate e alle lesioni di tipo diffuso. Alcuni principi di base per il corridore affetto da lesioni cartilaginee del ginocchio: · Ricordare che le lesioni cartilaginee sono evolutive, per cui è imperativo rivolgersi allo specialista in tempi brevi per poter almeno arrestare l’evoluzione delle lesioni; · Non forzare il ginocchio oltre i propri limiti: dolore e gonfiore sono campanelli di allarme che indicano la progressione del danno cartilagineo. · Affiancare alla corsa attività di movimento in scarico come la bicicletta e il nuoto, che sono benefiche per la cartilagine, se eseguite senza dolore. · Mantenere i tessuti elastici con lo stretching: la rigidità articolare è un fattore aggravante. Dr. Francesco Di Caprio (copyright 12 dicembre 2009) |
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