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NO! Non sto parlando delle famigerate sigarette, ma della Maratona e delle Ultramaratone in genere. Negli ultimi anni, sembra ormai che il podismo sia sinonimo solo ed esclusivamente di gare ad alto chilometraggio.
Purtroppo, i giornali specializzati e la televisione parlano prevalentemente di questo tipo di manifestazioni e, da esperti della comunicazione quali sono, ne aumentano il fascino. Non ci si rende conto che la gente rimane fatalmente attratta da queste competizioni. Le gare più corte spesso sono snobbate, mentre sono le più divertenti e provocano meno danni (sia fisici, che morali).
Sempre più persone cominciano a correre "preparando" direttamente come prima gara una maratona. Proprio il mese scorso, ho letto su un mensile, dedicato al podismo, la domanda di un lettore: "Vado in palestra tre volte la settimana e la domenica vado a correre per due ore ad una velocità di sei minuti al chilometro. Potrò mai correre una Maratona?", il giornalista "esperto" del settore gli ha risposto: "Ma certo!", basta iscriversi e pagare il biglietto, aggiungo io. Il podismo è uno sport dove la fretta è nemica della salute e degli obiettivi. Bisogna allenarsi con costanza e preparasi seguendo una tabella preparata da un allenatore esperto e serio, che sappia incoraggiare nei momenti di sconforto e frenare gli eccessi di entusiasmo. I principianti dovrebbero allenarsi e partecipare a gare minori per almeno due anni, prima del grande passo. Devono fare un po' di esperienza. Io corro dal settembre 1992 e ho visto molti podisti (anche di una certa prestanza atletica) preparare la maratona e concludere miseramente la loro carriera di atleti. Molti di loro si sono infortunati seriamente e sono stati costretti all'ozio per mesi e mesi. Durante i quali, generalmente, si ingrassa diverse decine di chili e si perde la voglia di soffrire, senza la quale è difficile allenarsi in modo agonistico. Inoltre, la ciccia é difficile da perdere, anzi, quando è in eccesso causa lesioni di vario genere (articolare e ai tendini). Altri hanno smesso di correre perché hanno ecceduto con gli allenamenti, ora soffrono di nausea da corsa. Il buddismo insegna: in tutti gli aspetti della vita è la via di mezzo la strada migliore da seguire. Troppo e troppo poco non portano a niente.
Personalmente, non ho mai superato i 25 km in gara (Rimini-San Marino). Devo confessare che sono MOLTO attratto dalla Maratona, ma ancor più dalla "100 km del Passatore" (Firenze-Faenza). Ma, per non cadere in tentazione e spegnere immediatamente l'entusiasmo, mi basta pensare agli ultimi tre chilometri dell'ultima mezza maratona a cui ho partecipato! Infatti, è negli ultimi chilometri che mi vengono in mente le tipiche frasi di scoraggiamento:
"Ma chi me l'ha fatto fare…!"
"Questa è l'ultima e poi basta!"
"Ho una sete terribile … appena arrivo a casa mi scolo un barile di birra!"
"Non so se ho ancora i piedi!"
"Ohi, ohi, che dolor…!"
"Ma chi ho ucciso per meritarmi questo?!"
"IO ODIO CORRERE!"
"Abbasso il Podismo!"
Per fortuna, quando taglio il traguardo, il dolore e la fatica svaniscono d'incanto.
Per concludere, il mio consiglio rimane quello di raggiungere almeno i seguenti obiettivi prima di intraprendere la carriera di maratoneta:
1. Allenarsi seriamente per almeno due anni (quattro è meglio) e gareggiare su distanze brevi, al massimo 21 chilometri. Non abbiate fretta! Eviterete gli infortuni.
2. Concludere le gare sui 10 km in meno di 39 minuti o le mezze maratone in 1h24. Questo vi permetterà di aspirare a terminare la maratona sotto le tre ore. Di una maratona corsa troppo lenta (sopra le quattro ore), non c'è da vantarsi (sempre che non abbiate qualche handicap).
3. Limitare le maratone: non più di due l'anno.
4. Considerare sempre il recupero tra una gara e l'altra e soprattutto tra una Maratona e l'altra.
Ora che avete finito di oziare, leggendo questo articolo, andate subito ad allenarvi: la prossima Maratona vi sta aspettando!
Carlo Romagnano |