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Le Lesioni Cartilaginee Femoro-Rotulee Del Ginocchio L’articolazione femoro-rotulea è quella che mette in rapporto la troclea femorale con la rotula. Questo rappresenta un ingranaggio complesso, con la rotula che scorre su e giù sulla troclea femorale durante i movimenti di flesso-estensione del ginocchio. La rotula è un osso sesamoide contenuto nell’ambito dell’apparato estensore del ginocchio, che comprende muscolo quadricipite femorale, tendine quadricipitale, rotula e tendine rotuleo, con quest’ultimo che s’inserisce sulla tuberosità tibiale anteriore. La complessità del meccanismo fa capire che esistono numerosi fattori in grado di alterare in vario modo lo scorrimento della rotula all’interno del solco trocleare del femore. Di seguito vengono elencati i fattori principali: · Allineamento dell’apparato estensore: l’apparato estensore forma fisiologicamente un angolo per cui il quadricipite, la rotula e il tendine rotuleo non sono perfettamente in linea, ma lavorano su una linea interrotta da un angolo che ha apice sul centro della rotula, chiamato “Angolo Q”. Per la presenza di questo angolo, la rotula tende fisiologicamente verso l’esterno durante la contrazione del quadricipite. Quest’azione viene contrastata dalla presenza del legamento alare interno, che come una briglia mantiene la rotula centrata, e dall’azione dinamica del vasto mediale. Qualsiasi alterazione dell’angolo Q, o dell’azione dei tiranti laterali o mediali della rotula, ne produce un malallineamento. Il mal allineamento si può esprimere come traslazione laterale della rotula (“shift rotuleo”), o come inclinazione (“tilt rotuleo”).
· Malformazioni congenite della rotula: Ne esistono diverse che possono anche rimanere asintomatiche per molti anni, ma che spesso lo diventano se sottoposte a stress eccessivi con l’attività sportiva. Si tratta della rotula bipartita, della rotula alta, della rotula bassa, della rotula “a cappello da cacciatore”.
· Malformazioni della troclea femorale: In alcuni casi la troclea si può presentare ipoplasica, con appiattimento del solco, che non risulta più in grado di contenere la rotula.
Tutti questi fattori costringono la rotula a lavorare decentrata nella troclea femorale, producendo attriti che ne deteriorano la cartilagine. Le lesioni cartilaginee si manifestano solitamente con gonalgia anteriore durante l’attività fisica, in particolare nelle attività che comportano una contrazione forzata del quadricipite (corsa in salita) o la flessione del ginocchio oltre i 90° (ciclismo). La diagnosi si basa sulle semplici radiografie eseguite sotto carico, per valutare la morfologia ossea, i difetti assiali e l’eventuale artrosi. La risonanza magnetica serve ad individuare difetti cartilaginei lievi, oppure lesioni focali, o a fare diagnosi differenziale con altre lesioni delle parti molli (menischi o legamenti). La TAC può essere utile per esaminare la centrazione della rotula a vari gradi di flessione del ginocchio. La terapia di queste lesioni è quanto mai complessa, in relazione alla varietà dei tipi di lesione e alle loro cause, e pertanto richiede una valutazione specialistica. Esistono terapie fisiche, mediche e chirurgiche. Sono allo studio approcci di tipo rigenerativo mirate a ricostituire la cartilagine, ma al momento attuale questo è possibile solo per le lesioni cartilaginee focali in età giovanile. La medicina rigenerativa si sta evolvendo alla ricerca di soluzioni adeguate anche alle età più avanzate e alle lesioni di tipo diffuso. Tra queste citiamo il gel piastrinico, un concentrato di piastrine estratte dal sangue dello stesso paziente, che iniettato in articolazione fornisce uno stimolo rigenerativo alla cartilagine articolare. Alcuni principi di base per il corridore affetto da lesioni cartilaginee del ginocchio: · Ricordare che le lesioni cartilaginee sono evolutive, per cui è imperativo rivolgersi allo specialista in tempi brevi per poter almeno arrestare l’evoluzione delle lesioni; · Non forzare il ginocchio oltre i propri limiti: dolore e gonfiore sono campanelli di allarme che indicano la progressione del danno cartilagineo. · Affiancare alla corsa attività di movimento in scarico come la bicicletta e il nuoto, che sono benefiche per la cartilagine, se eseguite senza dolore. · Mantenere elastica la muscolatura posteriore con lo stretching: una contrattura posteriore forza il ginocchio in flessione e aumenta le pressioni di contatto femoro-rotulee. · Eseguire esercizi di rinforzo del vasto mediale in associazione a massaggi di scarico del vasto laterale. Dr. Francesco Di Caprio (copyright 17 gennaio 2010) |
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