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Chamonix, 26 agosto 2006 "Altra avventura al Monte Bianco" Carissimi, dopo un periodo di magra, sono di nuovo tornato alla ribalta! Ho partecipato alla Ultra Trail del Monte Bianco e questa volta l'ho portata a termine. Sotto troverete tutti i dettagli. Buon lavoro Massimo Guidobaldi. Con ritmo cadenzato dall'inno della Brigata Meccanizzata Sassari…….. ho portato a termine quest'ultima epica avventura. Non finirò mai di ringraziare il mio "guru" Pino Ruzzon che mi ha fatto apprezzare la montagna in tutti i suoi aspetti. Grazie a lui sono riuscito ad allenarmi coscienziosamente e a credere che gli allenamenti in montagna pagano sempre alla fine. Ma in questa impresa c'è anche un po' di Cesano con la sua Scuola di Fanteria e l'amico Roberto Fabbri. Proprio qui si è tenuto il mio ultimo allenamento prima di partire per L'Ultra Trail del Monte Bianco e i suoi 158 km, con 8500 m di dislivello positivi e altrettanti negativi, da chiudere entro il tempo limite di 45 ore. Domenica 20 agosto io e Mommi ci siamo dati appuntamento a Cesano con Roberto, al termine del mio turno notturno lavorativo. Circa due ore di allenamento sulle colline di S.Andrea, il bosco degli Etruschi e il Lago di Martignano. Allenamento disturbato dalla presenza di nuvoli di tafani, che ci hanno letteralmente gonfiato. Fosse stato anche per l'iniezione dei tafani, che sono riuscito a portare a termine il Tour del Monte Bianco??!! Altro campo di allenamento, è stato il solito Parco dei Castelli Romani. Ormai a me caro, per caratteristiche morfologiche adatte alle gare di Trail che finora ho affrontato. 23 agosto 2006, Io e Domenico Peruzzini, il ferroviere, dopo aver ritirato il nostro Camper 7 posti a Forano in Provincia di Rieti, noleggiato in occasione di questa trasferta in Francia, direzione Chamonix, facciamo sosta ad Attigliano per far salire gli altri della spedizione: Giovanni Baldini, il carabiniere d'acciaio e Raffaello Alcini, l'ingegnere detto anche il Negus per il colore della sua pelle. Dovevano essere dei nostri anche Bruno Dei e Alessandro Nugnes, ma all'ultimo istante hanno dato forfait per incombenti motivi. Fino all'ultimo avevamo provato a coinvolgere qualcun altro che li potesse sostituire, vista la quota d'iscrizione pagata, ma il nostro tentativo è fallito. Dopo tutto, chi avrebbe potuto misurarsi in una gara simile? Non si può improvvisare, ci vuole allenamento. Il viaggio è allietato dal fatto che, chi guida è Giovanni Baldini, una sicurezza!….. Tranne quando si volta e lascia il volante per parlare con noi che eravamo dietro di lui. Egli si propone sempre ed era già successo in altre occasioni. Io non riesco a guidare tante ore, soprattutto di notte ho serie difficoltà, per via della miopia. Proprio durante il viaggio ho occasione di ascoltare l'inno della Brigata Meccanizzata Sassari dall' MP3 di Domenico Peruzzini. Non so se ricordate il motivo, è cantato in dialetto sardo, coinvolgente, trascinante, ti da una vera carica psicologica. Arrivati a Chamonix, lasciamo il Camper nel parcheggio riservato di Grapon appena fuori della città, ed usufruiamo della navetta gratuita che fa da spola, per recarci presso il centro sportivo ENSA per il ritiro dei pettorali di gara e per i controlli amministrativi ( certificazione medica, zaino, materiale obbligatorio, abbigliamento e riserva alimentare ). Dopo l'attrippata di insalata di riso durante il viaggio, siamo invitati da una coppia di amici di Viterbo, di Giovanni e Raffaello, in un cottage a Les Houches, 8 km da Chamonix. Ottima cena, non di certo leggera, a base di formaggi francesi, affettati e dulcis in fundo……un bel piatto di pasta alla Carbonara, tutto innaffiato con vino rosso! Tutto ben smaltito il giorno successivo, prima di mezzogiorno ora in cui Domenico e Raffaello partono da Courmayeur per portare a termine la gara più corta ( se così si possono definire 86 km di montagna) e prima delle ore 19:00 ora in cui partivamo io e Giovanni. La Gara Ora siamo sotto lo striscione di partenza non c'è più tempo per risolvere i dubbi su qualche allenamento saltato, i forse, ora si deve arrivare in fondo con la determinazione giusta, vale solo questo! E' un anno esatto, dal ritiro dell'edizione precedente; ne io, ne Gianni abbiamo intenzione di deludere. Al briefing della partenza Gianni si tappa le orecchie per non sentire i giusti allarmismi da parte degli organizzatori. Io invece come per sfida ascolto. Vento da NW di 30 km/h e neve probabile sopra i 1800 m., nella giornata di domenica è prevista pioggia!…..ci risiamo! Giovanni con il suo solito dinamismo suggerisce di partire tra i primi, per non rimanere poi ingolfati sul sentiero, aggiungerei, anche "infilzati" dai bastoncini telescopici, utilizzati anche impropriamente dove non occorrono….. Eppure tutti sanno che fino a Les Contamines si corre abbastanza agevolmente, che bisogno c'è dei bastoncini? Fino a Col de Voza riesco a tenere il passo di Giovanni, ma non passa molto tempo che già perdo il contatto. A Les Contamines arrivo in ritardo rispetto a Gianni, ma sono in anticipo di 2 ore rispetto la tabella di marcia prevista per questo punto di controllo o cancello orario. Il vantaggio aumenta a 3 ore a Les Chapieux, ora per arrivare in cima al Col de la Seigne (2516 m.) ci sono 900 m di dislivello da superare su uno sviluppo chilometrico di 10,4 km, in termini pratici arrivo su dopo circa 3 ore, sono le 6 della mattina di sabato 26 agosto, le previsioni erano esatte, fa un freddo della Maiella (un ricordo alle due escursioni di preparazione al UTMB)!! La sorpresa arriva al centro sportivo Dolonne di Courmayeur dove giungo alle ore 9:45' di sabato 26 agosto e precisamente 3 ore e un quarto in anticipo sul cancello orario. Questo mi mette una tale euforia e una ulteriore carica dopo aver sentito per telefono la voce di Mommi incitarmi. Ritirato il sacco contenente lo zaino con gli indumenti asciutti, che avevo lasciato alla partenza e a sua volta fatto pervenire dall'organizzazione qui a Courmayeur, dopo il cambio di abbigliamento e un pasto veloce, sono pronto a ripartire, con uno zaino più capiente e quindi più pesante, perché contenente materiale di abbigliamento adatto ad affrontare brusche variazioni di temperatura e pioggia. Tutte queste si sono rivelate ottime scelte, importante era non appesantirsi con il cibo per affrontare la salita al Rifugio Bertone, appena 800 m di dislivello positivo; accelerare il passo con lo scenario sulla Val Ferret, per raggiungere il Grand Col Ferret a 2537 m. (altri 768 m. di dislivello a partire da Arnuva) e ridiscenderlo prima che piovesse…...ho parlato troppo presto inizia a piovere proprio sulla discesa alle 17:00 circa. Alle 19:08 mi trovo a La Fouly, primo vero obiettivo entro le ore 23:00….. Notare le 4 ore di anticipo!! Sono indeciso se proseguire o no, sono tentato a chiamare con il mio telefonino (importante se si è da soli) qualcuno che mi potesse dare consigli. Stranamente si ripete la stessa e identica situazione dell'anno scorso, la pioggia cade copiosamente e immagino ciò che mi aspetta su quei sentieri fangosi! Non mi faccio vincere dalla paura e decido di proseguire fino a 116 km di Champex - Lac, altro punto dove si poteva lasciare un sacco con indumenti di ricambio, da qui poi deciderò se proseguire o meno. E' in questo punto che ho sentito il bisogno di dormire, di rilassarmi, ma non riuscivo a staccarmi lo zaino di dosso, era diventato tutt'uno con la mia schiena! Quello che mi da sicurezza e coraggio è il vantaggio che ho acquisito sui cancelli orari ….a questo punto anche se cammino soltanto ho sufficienti garanzie per arrivare a termine…! Si procede ristoro dopo ristoro con il solito brodino caldo e il solito bicchiere di Coca Cola….per quanta ne ho bevuta ci sarà l'esame antidoping all'arrivo?…chissà?! So soltanto che è un ottimo ritrovato per restare svegli la notte! Non ho avuto modo di vedermi allo specchio, ma credo che agli occhi degli addetti ai controlli, sia apparso bello allucinato!! Comunque lo spirito è quello giusto, per aggredire il prossimo tratto impegnativo del percorso. E' il tratto che va dal Bovine a Les Esserts (confine franco - francese ), circa 23 km di percorrenza dove non si corre e ne si cammina, ma si pattina a meraviglia! Seguo due ragazzi francesi che a fatica riesco a capire, ma dalla loro andatura, mi sembrano esperti, sanno dove mettere i piedi ed io come un bimbo alle prime armi, imito i loro gesti. Mi accorgo che l'appoggio del piede va diretto sul sasso, ma difficile da individuare di notte, con la sola luce della lampada frontale, questo è il segreto! Non c'è un minuto di relax, la concentrazione è massima, procedo lento sul sentiero misto roccia e fango, evitando bruschi scivoloni. Ho capito che pur scegliendo i migliori materiali, con questi terreni nulla si può. Anche se proseguo in compagnia di soli atleti francesi, non mi sento solo, ho il mio dolce motivo che mi accompagna, avanzo con il ritmo che mi da l'inno, da me fischiettato, della Brigata Sassari. Non si è mai soli, avverto la presenza di persone a me care, che hanno apprezzato sempre la mia passione per queste cose; ad un certo punto sento proprio la voce di mio padre, che mi dice di stare attento e sotto la sua ala protettrice mi involo su per il Bovine e giù di lì, per sentieri interminabili, (con l'unica protezione di nastro in pvc, ad avvisare che c'è la possibilità di cadere giù dal precipizio e fili di recinzioni, attraversati da elettricità che delimitano i pascoli ), tutti uguali tanto da pensare di esserci già passato più volte….la stanchezza fa brutti scherzi!… All'arrivo mi faranno notare che è cosa impossibile, dalla Francia si va in Svizzera e non anche viceversa!… sei proprio m'briaco! Tornando ai tempi di percorrenza dopo aver superato gli ostacoli peggiori, sono a Vallorcine alle 9:18' di domenica 27 agosto, 2 ore e 30 prima della chiusura del cancello. E' qui che faccio conoscenza con due italiani di Torino, affaticati anche loro, che lascio al giusto recupero, in quanto ho una certa fretta….ho un appuntamento a Chamonix! Percorro i 6.4 km, che mi separano dal penultimo traguardo di Argentiere, di corsa e passo, con il tempo di 1:26'…che tartaruga! Arrivo!… ma non è come credo, l'arrivo di Chamonix, sono frastornato e credo in un primo momento, che questo traguardo sia l'ultimo! Rincoglionito!….sbrigati che ci sono i tuoi amici ad aspettarti! Domenico Peruzzini mi chiama al telefonino per farmi sentire la folla che applaude ed acclama ogni atleta all'arrivo…l'unico…di Chamonix! Ultime due asperità ancora da superare negli ultimi 9,3 km, mi ritorna il motivetto della Brigata Sassari che mi sprona tanto da riprendere un passo - corsa. Quest'ultimo tratto di sentiero se lo potevano risparmiare, molto sporco, intendo, pieno di sassi sporgenti, con ripidi strappi e ripide discese, che con le gambe e i piedi martellati, sono una vera tortura. Scorgo la città dall'alto….ma non la raggiungo mai! Ho il tempo per rinfrescarmi ad un ruscello ed entrare con tutte le scarpe come per trovare un po' di sollievo. Riparto di corsa quando un gruppo di escursionisti mi grida: ….mancano due km! Gambe in spalla arrivo sulla strada principale, asfaltata, che mi conduce al traguardo di Chamonix. Già vedo da lontano Marco Galletto (un stambecco che conosco molto bene e che è già arrivato con molte ore di anticipo su di me), vedo Giovanni Baldini con la soddisfazione impressa sul volto (anche lui ha portato a termine la sua impresa in 32 ore e 15'), vedo Raffaello Alcini e Domenico Peruzzini ( loro hanno concluso in 23 ore la gara più corta di …86 km ! Chiamala corta!!) che scatta foto a profusione, un bell'arrivo trionfante. Tutti che gridano….Massimo!….Massimo! Mi chiedo: come mai conoscono il mio nome anche i francesi….ah! dimenticavo, sul numero di pettorale, ben in vista, è evidenziato, a caratteri cubitali il mio nome….. Massimo! ….e non il cognome (tra l'altro errato GUIDOBLADI)! L'abbraccio finale è con tutti loro, mentre stringo tra le mani una giacca invernale North Face con su scritto Finisher e un barattolo di birra offertomi dagli organizzatori….giusta ricompensa, visto che non ci sono premi in denaro neanche per i primi! Molti mi chiedono cosa mi spinge a fare ciò…non so mai cosa rispondere! La risposta è sicuramente dentro di noi, ma principalmente è una sfida contro i propri limiti, contro il tempo. Basti pensare che questo Tour del Monte Bianco, un escursionista medio, impiega dai 7 ai 10 gg per completarlo e gli organizzatori di questa gara l' hanno trasformato in una cronometro!!! Massimo Guidobaldi
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