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Bologna,
2 ottobre 2005 "Bologna - Savigno - Zocca"
Eccomi per la seconda volta ad affrontare una gara più lunga dei
21 km: un'ultramaratona. Sono ritornato a Bologna a correre questa bella gara
solo perché l'anno passato ho avuto una crisi dal 32° km al 40°, dopo ho ripreso
magicamente a correre come all'inizio gara finendo in 3 ore e 49 e
all'undicesimo posto nella categoria maschile, non me la potevo prendere. Questa
stagione mi sono allenato molto più seriamente sia fisicamente che
psicologicamente. Purtroppo, al Giro podistico di Riccione mi sono infortunato
alla gamba sinistra. Niente di serio, ma mi ha scombinato tutti i progetti: la
paura che un dolorino che c'è/non c'è venga fuori durante la gara. 48 km sono
lunghi, può accadere di tutto anche se stai bene, figuriamoci con una spada di
Damocle sulla testa. In questa edizione la temperatura è bassa, quello che ci
vuole per non patire il caldo. Alle 8.35, da Piazza Maggiore a Bologna il VIA.
Parto cercando di non farmi trascinare come al solito dai soliti "razzi" e mi
ritrovo dietro a circa 40 persone. Penso subito: ma guarda quanta gente che
riesce a correre velocemente un'ultramaratona, ma è solo un'illusione: già al
terzo chilometro mi ritrovo 5° dietro due che si fermeranno uno a Colombara
(traguardo dei 21,097) e l'altro a Savigno (traguardo dei 32), Marco D'Innocenti
che vincerà la gara e Mario Ardemagni che giungerà terzo. Con loro due riesco ad
arrivare con facilità fino al 13° chilometro chiacchierando e scherzando. Poi,
consapevole di essere partito ben al di sopra delle mie possibilità decido di
rallentare un po' fino a Savigno. Al 23°, Sartori mi passa e con lui il
gruppetto che si era formato al seguito. Decido di non agganciarmi a loro perché
viaggiavano molto più veloce. Facendo i paragoni con l'anno passato capisco che
quest'anno il livello è molto più alto: infatti, l'anno precedente ero passato
in 1h 21 a Colombara e sono rimasto 4° assoluto fino a Savigno, invece ora mi
ritrovavo 6° avendo passato il traguardo della mezza in 1h 18. Comunque, il mio
obiettivo era quello di arrivare almeno nei primi 10 e sopratutto migliorare il
tempo. Dopo Savigno quasi 8 chilometri di salita dura, per fortuna mi da' una
mano Mirko Zanni per un paio di chilometri mi sostiene psicologicamente. In
salita sono costretto a correre un po' goffo a causa dei crampi che mi hanno
incominciato a perseguitare dal 25° chilometro, altrimenti avrei potuto correre
con più scioltezza e chiudere con un tempo migliore di 3 ore 32. Negli ultimi
chilometri i crampi si alternano un metro si e uno no, ma riesco a resistere
fino all'arrivo 9° assoluto obiettivo raggiunto. Forse l'anno prossimo il mio
obiettivo è di abbattere altri 20 minuti e guadagnare nelle posizioni. |
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