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Rimini, 25 luglio 2009 "Cristian Sighel e Andrea Accorsi alla 100 km extreme"
A volte i sogni prendono corpo e la vita c'insegna che, seppur non sempre si realizzino nella forma e nei tempi in cui li vorremmo vedere concretizzati, crederci ed inseguirli porta sempre ad uno stato di soddisfazione. La notte tra sabato 25 luglio e domenica 26, un sogno, un progetto, un percorso iniziato alcuni mesi fa si è materializzato, lasciando una scia dietro di sé, fatta di luci e colori. Le luci erano quelle delle stelle, che hanno accompagnato gli atleti sul percorso della 100 km estreme, gara in notturna, baciata da una temperatura quanto mai gradevole. I colori li hanno portati i podisti, che per una notte si sono calati nelle vesti di allegre maschere e hanno dato vita ad un carnevale notturno d'inizio estate romagnolo. Chi scrive ha avuto l'onore ed il piacere di condividere tutto ciò con una persona speciale, un amico: Cristian Sighel. Io e Cristian sapevamo che il nostro viaggio sarebbe stato duro e che la voglia di realizzare questo piccolo sogno sarebbe dovuta per forza passare da un sentiero pregno di sudore. E così è successo. Ma non c'è mai stato un solo attimo in cui la sua tenacia, il suo desiderio di superare qualsiasi barriera, qualunque salita gli si presentasse dinnanzi, vacillasse. Anzi, con il passare delle ore e dei chilometri ho visto uno splendido atleta motivarsi ancor più e mai vacillare al cospetto della fatica e del sudore. Cristian, che tredici anni fa ha perso quasi completamente la vista, possiede uno spirito ed una forza d'animo che nobilita al di sopra delle prestazioni agonistiche, ogni suo gesto, rimanendo sempre all'interno di quel cortile di umiltà che appartiene solo alle persone vere. Correre accanto a lui è stato un privilegio e mai un impegno, un piacere profondo che rimarrà scolpito nel mio cuore per sempre. Vederlo gioire al traguardo di Rimini, circondato dall'affetto di un pubblico meraviglioso, è un fotogramma di rara delicatezza, che ha valorizzato ancor più una manifestazione già degna di per sé dei massimi livelli. La disponibilità degli organizzatori e la profonda dedizione con la quale la UISP ed il CONI hanno agevolato sotto ogni aspetto il nostro progetto, hanno reso il tutto semplicemente unico. Il logo stampato sulle nostre divise "GUARDIAMO OLTRE A CIO' CHE NON VEDIAMO", recita chiaramente la finalità del messaggio. Con questo piccolo progetto io e Cristian abbiamo cercato nella corsa un significato che potesse in qualche modo abbracciare a largo raggio un sentimento di condivisione delle problematiche altrui. Guardare "oltre" è un motto che si addice agli ultramaratoneti e vorremmo che divenisse un grido di felicità universale. Per puro onor di cronaca, ci tengo a sottolineare che quella di Cristian,
oltre ad essere una grande prova umana, ha un altrettanto significativo valore sportivo. Cristian, chiudendo la sua prova con il tempo finale di 11h35'47" (33° assoluto), è il primo atleta ipovedente al mondo ad aver concluso una gara di 100 km su strada in linea, senza l'ausilio del cordino elastico al polso. Il suo tempo è quindi, a tutti gli effetti (verrà certificato dal Professor Andy Milroy, il maggior statistico di atletica leggera al mondo)il nuovo record mondiale di specialità. "Averlo conseguito in una cornice solare e gioiosa come quella di Rimini, è stato un vero e proprio sogno. Ringrazio tutte le persone che mi hanno applaudito e incitato. Io mi sono divertito tanto e spero che questo messaggio possa servire ad aprire gli occhi a chi non vede oltre. I miei guardano sempre avanti. Grazie di cuore". Con queste parole Cristian comunica il suo stato d'animo nell'immediato dopo gara. |
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