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Valencia, 22 febbraio 2009
"Equinox Running a Valencia 2009"
Chiamare casa, è questa la prima necessità quando ci allontaniamo, per dire del
viaggio, di come è andato, se i bagagli sono con noi o se c'è stato ritardo.
Poi inizia la vacanza, nuove facce, nuove cose si fissano nei nostri occhi,
rubiamo colori nelle macchine digitali ed emozioni nel cuore.
Arrivano altre telefonate, altri contatti e vorremmo poter raccontare tutto,
rendere partecipe chi ci chiama. Ma finiamo per rispondere a domande su come si
mangia, se c'è sole o se fà freddo, come fossero questi i dettagli che fanno il
viaggio.
Se questi fossero gli elementi chiave basterebbe raccontare che l'unico colore
del cielo di Valencia è l'azzurro, che il mare d'inverno non è solo in bianco e
nero, e che torneremo con mille sapori e mille odori da ricercare invano nelle
nostre dispense.
Poi c'è questa città che ti prende, ti seduce e si lascia vivere. Rivolta le tue
abitudini, vivi anche la notte e non solo il giorno, ti porta in giro tenendoti
per mano e scaldandoti con i suoi scorci ed i suoi sapori. Ti senti partecipe e
libero di viverla.
Trovi verde dove a casa vedi abbandono, ospitalità conoscendo diffidenza, arte,
cultura e modernità tutte concentrato in poche fermate della metro.
La notte è luce, che accende i palazzi e li rende vivi, è vita da lasciarsi
trasportare tuffandosi nell'allegrìa di una Cerveza, è il sapore delle Tapas ed
il dolce rinfresco di una Sangrìa o di un'Agua de Valencia. È un brivido che ti
porta in giro senza aspettare il domani ma vivendo il momento.Opportunità
infinite e desideri mai disattesi.
Di giorno i vicoli del Barrìo del Carmèn si aprono al passare regalando storia,
tradizione, bellezza e sorprese infinite, tra una tazza di cioccolata con
Churros e un' Horchata fresca.
La Città delle Arti e della Scienza con l'Oceanografico. Se si dosassero le
emozioni che danno le cose per quanto è lungo il loro nome basterebbe quello.
L'opportunità di fare un viaggio negli abissi più profondi senza che una goccia
bagni la pelle, trovarsi a quattr'occhi con gli squali, vivere un documentario
da protagonisti. Emozioni uniche che nessun racconto può far rivivere.
Poi le interazioni di leggi fisiche che prendiamo per buone e di cui non ci
siamo mai chiesti il perchè. Scoprire che la volta di una basilica sta sù da sè
o che il nostro corpo è energia ci sorprende e ci fà sentire protagonisti di una
puntata di SuperQuark.
Sarebbe bastato vivere questo viaggio nel futuro ammirando il tutto dall'esterno
per restarne appagati da tanta bellezza e modernità.
Acciaio e ferro, curve e rette, vetro ed acqua, aria e cielo, bianco e luce.
L'opera di Calatrava come una base spaziale, come un viaggio nel futuro. Come
una emozione che si dimensiona e si ingrandisce mano a mano che si notano i
dettagli.
Poi c'è la maratona, in fondo eravamo venuti per questo anche se mai come questa
volta la gara è arrivata senza aspettarla, quasi come una intrusa.
Come un prezzo da pagare per mettere in pari la coscienza per tutti gli svaghi e
le licenze che ci siamo concessi.
E succede quello che non ti aspetti, che venga fuori la gara perfetta.
Ti lasci trasportare dalle mani che ti toccano, dagli "Animo Campeòn!" che grida
la gente, dal sentirsi seguito e coccolato da chi ci guarda. Non una lamentela,
non una presa in giro: solo sostegno e condivisione.
Ti senti tra amici, come fossero tutti della famiglia Serrano (non finiremo mai
di ringraziali per l'ospitalità e l'amicizia che ci hanno regalato), hai la
sensazione mano a mano che i chilometri consumano i muscoli di essere beniamino
di chi ti sostiene, che ti conoscano e che siano venuti lì per te per vederti
correre.
Siamo muscoli ed aria, carne e sudore.
Siamo ogni metro passato ad allenarci, siamo ogni rinuncia sofferta nella
speranza di un traguardo.
Siamo l'illusione e lo scorrere di un cronometro, siamo ogni curva ed ogni
rettilineo infinito di questa città.
Siamo ogni ponte passato ed ogni refolo di vento che ci ha spinto o frenato.
Siamo come ogni barca dell'American's Cup: cerchiamo il nostro porto sicuro dopo
il mare aperto, dopo la tempesta, dopo il temporale.
A volte succede, a volte il sogno si avvera basta credere che sia possibile e
lottare perchè questo avvenga.
Podemos!
Federico Chellini
(Equinox Running - Poggibonsi SI)
Federico Chellini 2:41:55
Yuri Macchi 2:48:22
Nicola Zingoni 3:01:48
Mario Boschi 3:04:56
Massimo Rodani 3:56:10
Francesco Coli 3:57:17
Cinzia Floriani 4:16:58
Athos Marini 5:01:36


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