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Dublino, 29 ottobre 2006 "Italiani alla maratona di Dublino" ITALIANI ALLA MARATONA DI DUBLINO: “…SPINGE O STRINGE???” di Giovanni Certomà L’ermetica espressione “…spinge o stringe?” del sempre “propulsivo” Fabio è la poetica sintesi della trasferta in terra d’Irlanda del variamente assortito gruppo “Verde Pisello running Milano”, illuminato dalla pelata vulcanica di Paolino Fossati. Il pizzetto di verde colorato di Davide Bottaro è stato elemento di attrazione tale per le giovani donzelle dublinesi tanto da essere richiesto lungo le strade come ricordo fotografico da immortalare. “…facciamoci un’altra Guinnes!”, birra nota in tutto il mondo, è stato l’invito costante del Fossati che, certo, non avrà fatto sonni tranquilli con quei pensieri “australiani” a sollecitargli la “mente”. E come non “sbracare” il palato dinanzi a sua maestà “Traditional fish & chips” del noto Leo, un ammasso di pesce e patate appastellati e fuoriuscenti da una vasca traboccante di olio ballerino che ha lasciato segni profondi in chi lo ha assaggiato e soprattutto ha ringalluzzito le scorte di “propilene” del Nostro Fabio che, lungo le vie di Dublino, si faceva ritornare in mente il dilemma “…spinge o stringe?” alla vista di qualunque esemplare del gentil sesso. Ma quando sull’autobus 78A, per rientrare in centro città, si è seduta quella giovincella, il Fabio di Tallin, da cacciatore si è tramuto d’un tratto, in sfuggente preda per una molto estroversa dublinese, che rievocava dolci ricordi e travolgenti nottate passati con uomini italiani. Gente che sin dal primo mattino e per tutta la giornata lungo le strade cammina con in mano boccali di caffè americano che fanno da contr’altare ai sempre pieni e traboccanti “contenitori” di birra che si consumano a fiumi in tutti i pub della città. Persino io, che non bevo birra, non potevo non assaggiarla ed entrare in questi luoghi dove si incontra gente dalla più disparata natura. Certo non tutti i pub sono uguali e accanto a quelli commerciali e turistici si può trovare, leggermente decentrato, qualcuno dallo straordinario sapore e profumo di altri tempi con arredi e suppellettili autenticamente d’annata, che rimandano a ricordi fuori dal presente e fanno riassaporare il gusto dello stare insieme a chiacchierare, magari dopo una giornata di lavoro. Non è un caso che fin ora non si sia detto nulla della maratona vera e propria, a dimostrazione che poi, alla fine, chi consciamente, chi inconsciamente, si serve di una maratona per vivere tutto ciò che si associa ad una Corsa del genere. Non sono mancate certo le soddisfazioni cronometriche, con Fabio di Tallin e Giuseppe di Radio 24 che hanno abbattuto il muro delle 4h, con Paolino Fossati che ha stoppato il crono a 4h, con Giuseppe Tripari che ha chiuso –non soddisfatto- in 3h15’, con l’esordiente Filippo Ferrini che, nonostante al 30° km abbia mangiata la vaselina offertagli, pensando fosse zucchero, ha fatto 4h10’; con l’inossidabile Silvano che si è difeso molto bene, e con il sottoscritto che anche per l’anno 2006 ha portato a termine la sua rituale maratona. Sicuramente la somma di tutti questi numeri risulta inferiore a quella dei conti dei ristoranti dove si è andati, in cui l’elevato costo non rispecchia in alcun modo la qualità e bontà di ciò che è servito. Sola felice eccezione, purtroppo però, tardiva, è stato l’autentico ristorante “Boccaccio”, individuato l’ultima sera, dove, veramente si è mangiato molto bene, condito con la simpatia e il calore solo italiani. La cosa più incredibile però, di questa vacanza durata dal 29 ottobre al 1 novembre, è che il tutto è stato fatto al di fuori delle solite Agenzie che organizzano a prezzi faraonici, le spedizioni di maratoneti all’estero. Lasciando l’ultima parola alle cifre: costo del biglietto aereo andata e ritorno 148euro e 25 euro a notte con prima colazione in uno dei più classici e ordinati Ostelli di Dublino, tra l’altro in zona centrale e a meno di 400 mt. dalla zona partenza/arrivo. Il dubbio rimane imperante: “…stringe o spinge?”, come dice il nostro Fabio.
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