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Ultra Trail dei Ghiacciai de La Vanoise

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Pralognan La Vanoise, 6 luglio 2008
 

"Ultra Trail dei Ghiacciai de La Vanoise"

Cara Amici spero sempre di potervi raccontare altre storie come questa cronaca dell 'Ultra Trail dei Ghiacciai de La Vanoise del 6 luglio 2008.
Un abbraccio sportivo
Massimo Guidobaldi
Per vedere le foto vai su http://picasaweb.google.it/romarunner14/ghiacciaidellavanoise2008

Quelli della 180…….al Tour des Glaciers de La Vanoise – Pralognan La Vanoise - Francia

Ore 3:00’ del 5 luglio 2008.
Alex: sono sotto!
Max: sono sopra! Sto scendendo!
Alex si trova sotto casa di mia madre e spunta dal buio più profondo.
Alex: Ferdinando non arriva?
Max: gli ho detto di stare qui sotto per le 3:10’…. Eccolo!
Ferdinando: sono il solito! Ho sbagliato uscita dal Raccordo Anulare e sono andato a finire a Ciampino! Non ci fate caso!
Max: Cominciamo bene! Quando staremo sui sentieri de La Vanoise in Alta Savoia?! Che succederà?
Chiamiamo Tony, gli diciamo che tra un po’ siamo da lui.
Max: Sei pronto?
Tony: ….e chi ha dormito! Avevo paura di non svegliarmi in tempo.
Avvisiamo Luigi che stiamo partendo ora da Roma (sono appena le 4:00’ del 5 luglio 2008).
Max: Luigi so che sei sveglio, ti chiamo per dirti che stiamo muovendoci ora da Roma.
Luigi:….. come ora! Ma la gara non è prevista per la prossima settimana?
Max: …ma stai dicendo sul serio?
Luigi:…. ti giuro che ero convinto della prossima settimana, non ho preparato nulla, non posso andar via così, devo avvisare i miei operai e tutti i clienti, che manco per 3 giorni ( è proprietario di una pasticceria)!! Non so neanche cosa devo portare!
Max: ....non ti preoccupare, hai tre ore di tempo per prepararti, per lo zaino poi, se manca qualcosa ci pensiamo noi. Penso che per le 8:00 al massimo, siamo a Piacenza.

E’ iniziata così, come una zingarata alla “Amici miei” (grande film con Tognazzi e co.) questa nostra partecipazione all’Ultra Trail dei Ghiacciai de La Vanoise.

Siamo in 4 da Roma con un pulmino 9 posti preso a noleggio alla Europcar. Durante il viaggio, riceviamo una telefonata da Raffaello, che insieme a Pino e Luca, partiti da Viterbo, stanno percorrendo la Livorno – Genova. Suggerisco loro di aggregarsi a noi e di vederci a Piacenza da Luigi, per fare il resto del viaggio insieme.
Ecco che il gruppo si riunisce, lo scuola-bus è al completo (pronuncia Tony)….
Sembra di vedere la scena del film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, quando Jack Nickolson fugge dal manicomio con altri malati, portandoli in gita.
C’è chi asserisce, che gli effetti della legge 180 si ripercuote anche su di noi!
Un gruppo di pazzi, tra nuovi e vecchi, che continua a fare pazzie!
Chi stabilisce il grado di pazzia?! E’ senz’altro la somma di tutte le gare che presentano grosse difficoltà, totalizzate in un anno.
Ma il più pazzo tra i pazzi è Gianni che già da qualche giorno orbita in Alta Savoia e ci tempesta di sms; ci informa delle condizioni meteo e ci descrive le bellezze dei luoghi. Ma noi non vogliamo anticipazioni, sarebbe un film già visto ( sarebbe il terzo, visti i due segnalati in precedenza)!!
Gianni ci tiene ad informarci che la strada migliore per raggiungere Pralognan La Vanoise è quella passante per La Thuile con direzione Passo del Piccolo San Bernardo.

Sono meno chilometri e ci risparmiamo i 44 euro del pedaggio del tunnel del Frejus.

Il risultato è stata la produzione, da parte nostra, di una “speciale ricotta” ( chi vuol capire, capisca!) tra gli interminabili tornanti…. Ebbene ci siamo portati il formaggio da casa, nonostante la Francia ne sia un paese rinomato per tipi e qualità !! Grazie Gianni!

Arriviamo a Pralognan dopo 12 ore di viaggio comprese le soste!!
Qui incontriamo anche Maria Giulia, che si unisce e aderisce al gruppo della legge 180!
E’ giunta alla stazione di Chambery in treno, da Civitavecchia. Gianni ha fatto poi da tassinaro e l’ha accompagnata a Pralognan.
Questa volta c’è anche una donna e che donna….una forza della natura!
Direi una pazza da legare!!
Gianni ottimo organizzatore, ha provveduto alla nostra sistemazione alberghiera.
Ci ritroviamo in camere grandi con letti a castello e con trattamento di mezza pensione (39 euro a persona).
Arrivati in tempo per il ritiro dei pettorali di gara e per il breafing pregara, apprendiamo dagli organizzatori, che il percorso verrà accorciato da 72 km a 48 km, per via delle pessime previsioni meteorologiche.

In vetta c’è molta neve e ghiaccio che, insieme alla imminenza di forti temporali, potrebbero causare seri problemi.
Giusta e saggia decisione!! Non era mai accaduto ciò. Anzi, i francesi spesso estremizzano sulle difficoltà che una manifestazione già presenta.
Si va presto a dormire, dopo la pessima cena nella sala ristorante, distaccata dal nucleo abitativo.
Al mattino, a colazione (momento felice) si fa man bassa di tutto!
La gara prende il via alle 6:00’ del 6 luglio 2008, il percorso ha subito modifiche, ma il dislivello c’è tutto!! La gara non presenta cancelli orari, l’opportunità va sfruttata, per cui si decide di formare un gruppo che tiene la stessa andatura: io, Pino Tenti, Gianni Baldini, Ferdinando Iacovelli, Giulia Giannini, Luigi Groppi, Luca Agostinello, Antonio Camertoni, Alessandro Tarallo e Raffaello Alcini. Al gruppo va ad unirsi anche Marco Galletto, la persona che ci ha consigliato questa gara. Ma lui è di un altro pianeta e non sappiamo come classificarlo….è incurabile!!

Così senza tattiche ne pretattiche, tra le imprecazioni di tutti, ma in particolar modo di Gianni, disperato per il percorso abbreviato, ci si avvia, con le pance piene, con il resto dei concorrenti (numero chiuso a 500).
Primi 30 km abbastanza corribili; per metà in salita, per il resto in discesa, dal rifugio de l’Orgere 2000 m, fino al centro di Pralognan.
Proprio a metà di questo lungo discesone, si verifica quello che era previsto, un forte temporale si abbatte sulle nostre teste….smessi i bastoncini telescopici, per paura che facessero da parafulmini, ci si da letteralmente al “fugone”. Tra caviglie distorte e pioggia battente si raggiunge Pralognan. Un poco più arretrato, Raffaello ha maturato l’idea del ritiro, proprio al 30° km e proprio quando ne mancano ormai 18. Chissà forse ha avuto ragione di ciò!
La seconda parte è un vero martirio; di contro a smesso di piovere, ma subito dopo il controllo, si prosegue uscendo dal paese e ci si inerpica verso gli impianti sciistici di Pralognan.
Il cielo è sempre minaccioso, ma tutti noi imperterriti, affrontiamo il più alto dislivello da 1400m a 2517m di Col de La Vanoise.
Non si corre più ora, si cammina, si arranca tra i sassi scivolosi, radici di Pini e Ginepri, attraversamenti di torrenti, attraversamenti di nevai e persino un lago, tra la fitta nebbia.
Nebbia, che a detta di Gianni è causata dalla forte sudorazione e quindi dall’evaporazione del sudore di Raffaello, che a quest’ora starà ristorandosi.

Non sappiamo se per causa sua, ma durante la discesa dal rifugio Col La Vanoise al centro di Pralognan ci colpisce, oltre alla fitta coltre di nebbia che impedisce l’orientamento, un altro forte acquazzone, con pioggia a vento ghiacciata. Sul volto sono veri e propri schiaffi! Ciò fa preoccupare Luigi per la sua pelle delicata.
L’arrivo in fine, come sempre commovente, con Gianni che sprinta per mettersi in condizione di fotografare il gruppo trionfante.

Massimo Guidobaldi

 

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