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New York,
18 febbraio 2006
"New York City Marathon 2005"
A coloro che erano con me.
Semplicemente indimenticabile. Potrei pensarci per ore ma non troverei le parole
adatte per descrivere le emozioni provate quei giorni a New York: l’arrivo, la
gara, i giorni trascorsi. Si perché questa volta abbiamo fatto le cose in grande
alla Polisportiva Olimpia di Colle di Val d’Elsa con un gruppo di 30 persone
alla Maratona di New York: 11 podisti e 19 accompagnatori!!!
Tutto è iniziato dopo aver corso la New York City Marathon nel 2003, quando la
passione per la corsa ha fatto nascere il gruppo OLIMPIA-ROCCA DELLE MACIE che
in quella occasione partecipò con 10 podisti. Al rientro in Italia tra la
miriade di frasi espresse per descrivere l’emozione provata, una era sulla bocca
di tutti: DOBBIAMO TORNARCI! Si perché se un esperienza è bella allora va
vissuta di nuovo, ma non banalmente: va vissuta in tanti, coinvolgere molti e
condividere con tutti tali emozioni! Così sarà di nuovo tutto bello ma tutto
sarà amplificato!!
E cosi è stato. Ricordo ancora tutto: dalla cena fatta prima di partire, quando
ancora il gruppo non era ben definito, quando in pratica ancora non esisteva un
gruppo ma solo tante persone che ascoltavano l’entusiasmo disordinato nelle voci
di noi che già c’eravamo stati ed ancora non potevano immaginarsi quello a cui
andavano incontro, alla cena fatta dopo il rientro, quando gli occhi di tutti
brillavano e tutti eravamo ancora con la mente ed il cuore a New York. Lì
eravamo un gruppo, non di amici, non di parenti, non di colleghi, ma l’unione
era in ciò che i nostri occhi avevano visto, in ciò che i nostri cuori avevano
provato, nelle emozioni che abbiamo condiviso: vivere insieme per una settimana
qualcosa di straordinariamente diverso da quello che siamo abituati a vivere di
solito è ciò che adesso continua a renderci uniti.
Mi piace ripercorrere con la mente quella settimana, mi sembra che ancora non
sia finita: David che con la sua perfezione mi ha dato un grosso aiuto nel far
si che tutto fosse perfetto e fotograficamente documentato; Nanni che col suo
impeto per una imprecisione sulle sistemazioni è riuscito a farmi lavorare e a
tenere la mia mente occupata nei giorni pre-maratona; Paola che non ha mai
smesso di sorridere, era nel suo mondo; Katiuscia che con i suoi dubbi su “...
tutto quel cemento e quei grattacieli…” adesso ha scoperto il fascino non
dei grattacieli, ma di quello in cui sono immersi; Martina, Alberto, Silvia e
Lello, 4 giovani amici “rapiti” per una settimana dall’immensità di New York e
sono sicuro che ancora rimpiangono di essere stati rilasciati; Valentina che
come al solito urlava, ma di felicità; Simona che sfoggiava il suo sorriso in
ogni parola, in ogni movimento e David suo fedele cavaliere non la perdeva un
attimo: bello condividere New York in due; Ely, beh glielo avevo detto di non
perdersi questa vacanza, qualsiasi cosa fosse successa; Gada, non avevo dubbi:
senza di lui il gruppo non era al completo, fenomenale; Michele: uno spettacolo,
un ragazzino, entusiasmo da vendere ed una vitalità da esempio, grande!; Giada,
si è unita perfettamente al nostro gruppo integrandosi al massimo con tutti,
ancora ricordo le sue espressioni di stupore e meraviglia mentre passeggiavamo;
Stefano, il saggio che con dei partner come Gada e Michele non poteva non fare
show a New York; il Nesi, la perfezione nel vestire e nell’essere, che gran look
a New York; e poi come dimenticare Paolo, il nostro sindaco, ma soprattutto un
amico, un gran trascinatore, che per la seconda volta ha corso con me la
maratona e che per una settimana ha scarrozzato Alfio in tutta New York, insieme
al gruppo di Rocca: Sergio, Giorgio e gli altri; Elisa che sinceramente non
l’avevo capito se veniva con noi o no, ma per fortuna c’era e non se l’è persa;
e poi non per ultima ELENA, la mia ragazza: non era tanto che stavamo insieme ma
comunque ha voluto essere lì con me, ha tirato fuori gli artigli per esserci, ed
è stato stupendo volare con lei, New York è stato il nostro trampolino di
lancio….chissà dove atterreremo!!
Per quel che mi riguarda, ho già il nodo alla gola solo rileggendo queste parole
e mi ritornano in mente quegli attimi prima del via, Paolo lì accanto a me, la
nostra tensione, il lancio degli abiti, la nostra scalata per raggiungere la
linea di partenza, il nostro in bocca al lupo, il colpo di cannone….la mia pazza
e velocissima partenza per andare a guadagnarmi quelle 2ore 52min 44 sec!!!!
Ma il risultato più grande non l’ho letto nel New York
Times, ma negli occhi di tutti i miei compagni al ritorno, quella felicità è la
più bella medaglia che potevo vincere… grazie a tutti di
essere stati li con me… grazie di cuore…
Non so se un’esperienza simile ricapiterà e non so se correrò un'altra maratona,
ma chissà……

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