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Parigi, 4 aprile 2004
"Maratona di Parigi"
Dopo 5 mesi passati a recuperare le energie profuse a New York, tre atleti
di quello storico gruppo sono tornati a misurarsi nella fatidica distanza
di 42,195 Km.
Questa volta il prezzo da pagare in termini di esperienza sarà minore:
saper controllare le emozioni ed amministrare le proprie
forze è fondamentale per raggiungere la meta.
Con un'ora e mezza di volo siamo nella capitale francese.
Il tempo è estremamente variabile, impossibile fare previsioni per il
giorno della gara. I giorni
passano visitando la città, facendo shopping e visitando
un'immancabile museo. Nel nostro caso quello d'Orsay.
A sera ci accorgiamo che ogni giorno percorriamo più di 10Km camminando,
nonostante l'uso del metrò: una maratona nella maratona e non certamente
il miglior modo per preservarci. E' il giorno
della gara. Sveglia di buon mattino, fuori è ancora buio,
le strade bagnate. ma il cielo si sta aprendo.
A colazione ci troviamo con molti altri che come noi fanno l'ultimo carico
di energie. I metrò sono praticamente collassati.
La più alta concentrazione di persone alle 8 di mattina.
Agli Champs Elisees siamo in 34000 e veniamo da ogni parte del mondo.
Anche noi stretti nelle nostre maglie azzurre nuove di zecca ci
accalchiamo nelle rispettive zone di partenza, delimitate
da palloncini colorati. Sono le 8:45, è la partenza .
Un fiume umano scende verso il Trocadero. La
pendenza a favore permette il deflusso senza troppi intoppi fino verso la
Bastiglia dove siamo accolti da una folla incredibile.
Troviamo per strada i volontari che a turno spingono le carrozzine di
ragazzi meno fortunati di noi, ma che come noi voglio essere partecipi di
questa impresa. Ricevono anche i nostri applausi
oltre che quelli del pubblico. Arriviamo al parco in
fondo alla città dove tocchiamo i 21Km, metà gara. Siamo
quasi da soli, inizia la parte in leggera ascesa, rientriamo in città,
inizia la gara. Troviamo orchestre e gruppi
musicali di ogni genere. Qualcuno che grida il nostro
nome leggendolo sulle nostre maglie ci dà la carica.
"Viva l'Italie!!" ci urla una ragazza. E' il
tratto lungo la Senna, la "Rive Gouche". Passiamo sotto
il tunnel dell'Almà, all'uscita un boato ci accoglie neanche
fossimo i battistrada. I brividi sulla pelle,
inizia la parte più dura: siamo al 30°Km. Troviamo i
primi che non ce la fanno, tra essi anche qualche Top Runner di
cui ignoriamo le generalità. La torre Eiffel è
alla nostra sinistra, ma non è il momento per fare i
turisti, la strada comincia a salire, arriviamo al parco.
Non c'è molta gente siamo soli con le poche forze che ci rimangono.
Il cartello dei 40Km ci restituisce l'entusiasmo, mentalmente figuriamo
il traguardo, ma le gambe ci dicono che ancora manca un
po'. Avenue Foch, sullo sfondo l'Arco di trionfo; è
finita ce l'abbiamo fatta. Godiamo delle urla e degli
applausi della gente. Una medaglia è il nostro premio, ma
quello più bello lo portiamo dentro di noi.
Il tabellone indica il nostro tempo. Abbiamo
rosicchiato quasi mezz'ora dalla prestazione di New York e questo ci
fa sentire per un giorno un po' più importanti.
Federico Chellini
Federico Chellini 2h 46m
Matteo Pedrini 3h 29m
Nicola Zingoni 3h 32m
il gruppo atletico e' : A.S. Palestra Equinox di Poggibonsi (SI)

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