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Massimo Guidi: l'esperto risponde

In molti mi hanno chiesto consigli tecnici sulle scarpe. Devo essere sincero: siamo tutti uguali e diversi. Anzi, io stesso devo ammettere che dal '92 ad oggi ho cambiato spesso la tipologia di scarpa, in quanto chilometri, strada, pista e (purtroppo) l'età hanno cambiato, anche se di poco, la mia struttura articolare. Iniziai a correre con un paio di scarpe comprate al mercato all'incredibile cifra di Lire 35.000. Dopo la prima gara, gran dolore alle caviglie. Un atleta più esperto mi consigliò di buttare vie quelle scarpacce (anche se erano nuove) e comprarle in un negozio specializzato, dove non conta il prezzo della scarpa ma i consigli che ti possono dare. Con questo non voglio dire che le scarpe del negozio siano meglio di quelle del mercato, ma una cosa è sicura: solitamente chi gestisce un negozio specializzato, magari è un podista oppure ha avuto un passato da atleta, quindi, riesce a comprendere meglio le vostre esigenze. Acquistai il mio primo paio di scarpe serie: Asics neutre con massima protezione. Il primo amore non si scorda mai! Effettivamente la differenza si notava e potevo correre più chilometri senza dolorini strani.
Poi, con l'aumentare della velocità (finalmente arrivai a correre sotto i quattro minuti al chilometro) venne il momento di comprare la tanta attesa scarpa leggera (Asics Gel Light V). In realtà, era una scarpa media. Il negoziante mi fece capire che con il numero 45, anche una scarpa LEGGERA era comunque PESANTE. Attualmente, uso un paio di scarpe rinforzate all’interno per sostenere il piede durante gli allenamenti. Invece, per le gare e gli allenamenti di forza utilizzo scarpe neutre LEGGERE (o meglio, pesano un po’ meno delle altre). 
Il mio consiglio, che invece si adatta a tutti, è quello di pensare alle scarpe come un accessorio importante, che ci può o proteggere o danneggiare. Ricordatevi che la maggior parte degli infortuni deriva da scarpe sbagliate o troppo usurate. Comprate scarpe che si adattano alla vostra tipologia di corridore (esperto/principiante, pronatore/supinatore), al tipo di allenamento/gare che praticate (corto/lungo o veloce/lento o strada/pista/campestre). Non è detto che scarpe costose siano meglio di quelle economiche. L’importante è che siano adatte a voi. Se già nel negozio non ve le “sentite” o sono strette, non compratele! Non credete alla famosa frase: “Poi, si allargano o si adattano!”. Se il negoziante ve lo permette, fate due passi di corsa sul tapis roulant.
Ciò non vi assicura della bontà delle scarpe, ma è sempre meglio di niente. 
Altro consiglio: durante la settimana utilizzate almeno due o tre tipi di scarpe (possibilmente di marca e modello diverso tra loro). Questo vi aiuta a prevenire gli infortuni: se una scarpa ha un piccolo difetto che aumenta la tensione al ginocchio, allenamento dopo allenamento lo stress alla rotula supera i limiti di sopportazione e crea danni che vi costringono al riposo. Considerando, per fortuna, che ogni scarpa ha difetti diversi ognuna dall’altra, la tensione sulle articolazioni, tendini e muscoli sarà sempre diversa. Ogni scarpa, un dolore diverso: una volta all’anca, una al ginocchio, poi alle caviglie, ecc. Non vi è mai successo che cambiando scarpe un dolore scompare improvvisamente? A me si.
Mai lasciare le scarpe al caldo sotto il Sole, tanto meno in auto. Si deformano oppure il gel e/o la gomma s’induriscono. Non sono più adatte alla corsa. Quando riponete le scarpe assicuratevi che non stiano in bilico o appoggiate al muro o con la suola in alto o schiacciate da qualcosa, si deformano.
Mai lavare le scarpe in acqua calda o in lavatrice: potreste compromettere la struttura della scarpa. Lavatele a mano in acqua fredda, magari usando una spazzola, ma solo se proprio sono sporchissime. Invece, le potete lavare in lavatrice quando decidete di utilizzarle per il tempo libero.
Ultimo consiglio: OKKIO all’usura delle scarpe. In base alla tipologia, una scarpa riesce a proteggervi dai 600 (leggera da gara) ai 1800 km (protettiva d’allenamento). In ogni caso, sarà la vostra sensibilità a decidere la durata. Quando compare un dolore e le scarpe sono vicine alla loro fine, non esitate a cambiarle. Segnatevi i km percorsi! Saprete in anticipo quando di una scarpa non ci si può più fidare. Col diario del podista è facile: le statistiche settimanali, mensili e annuali sono automatiche. Vi dice anche il costo chilometrico!
Per consigli tecnici, personalizzati e più dettagliati chiedete pure all'esperto: Massimo Guidi titolare del Living Sport Rimini (servizio gratuito). Chiedete pure l'impossibile, saprà darvi sempre la risposta più adatta. 


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